“Se vuoi puoi fermarti a dormire qui stanotte”, disse lei distanziandosi e girandosi dall’altra parte.
“È l’invito più ridicolo che io abbia mai sentito”, fece lui sfilando via dal letto, attraversando il corridoio e chiudendosi alle spalle il portone di casa. Effettivamente, era chiaro che non si trattasse proprio di un invito, ma di una forma di cortesia anche piuttosto forzata, e del resto il rifiuto la fece sentire come se le mancasse un pezzo. Però, nel profondo, era sollevata.
Eppure lei lo aveva amato intensamente, un tempo. E non si spiegava come mai adesso non riuscisse a sopportare la sua presenza, e più che altro il suo odore. Sì, perché era l’odore e il sapore di lui che la inducevano a stargli lontana. Così, nel buio di sotto le coperte lei già meditava con gusto le manovre con cui la mattina dopo avrebbe spalancato la finestra, cambiato le lenzuola e rinfrescato ogni angolo dove lui aveva appoggiato il cappotto, la sciarpa i vestiti. Pensò anche che era incredibile quanto la porosità di un tessuto, o del legno dei mobili, o dei muri di una casa potesse intridersi di odori e sapori che a loro volta emanavano sensazioni. Pensò che non riusciva più a sopportare tracce olfattive di lui nella sua stanza. E poi pensò che era una stronza, per aver avuto simili pensieri su un uomo per lei così caro e importante. Tuttavia, era certa di detestare l’afflato di fumo misto a vino che lui le aveva impresso baciandola e che adesso le impastava la bocca. Se lo sentiva addosso ovunque, visto che lui non aveva risparmiato di scandagliare un solo centimetro del suo corpo con la lingua. Si sentiva sporca e appiccicosa e si pregustava, immaginandola, la doccia del giorno dopo, che goccia a goccia avrebbe fatto scivolare via dall’imboccatura del tubo quella pellicola che le rivestiva la pelle. Rimuginava anche sul momento purificatore in cui avrebbe immerso nell’acqua calda e sapone il vestito di lana che aveva ancora addosso quando lui le era venuto incontro sotto casa e poi dentro, sul suo letto, con la prepotenza disperata di chi sa di aver perso quello che prima possedeva. Il lavaggio avrebbe trascinato via ogni traccia di lui. Perlomeno fuori dal corpo di lei.
Il corpo! Quella sera, lei aveva capito che le decisioni che non riusciva a prendere arrampicandosi tra i pensieri e lambiccandosi nei ragionamenti le avrebbe prese ascoltando le reazioni di quel fedele involucro.